F.A.Q. (DOMANDE FREQUENTI)

ESOFAGO DI BARRETT

Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di Esofago di Barrett.

Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa patologia sono:

  1. Ho bruciori dietro al petto e certe volte non riesco ad inghiottire bene. Posso avere l’Esofago di Barrett?
  2. Ma questi sintomi possono far sviluppare Esofago di Barrett?
  3. Come faccio a sapere se ho l’esofago di Barrett?
  4. E se avessi l’esofago di Barrett mi dovrei proccupare?
  5. Cosa devo fare se ho l’esofago di Barrett?
  6. Mi posso curare se ho l’esofago di Barrett?

PREMESSA. Le domande sono esposte in modo metodologicamente scorretto, ma questo è voluto, poiché il paziente esprime i suoi dubbi e le sue richieste senza seguire una metodologia clinica, essendo inesperto del problema medico. E spesso il medico curante e lo specialista Gastroenterologo si trovano a dover dare risposte il più precise possibile ad una serie di domande rivolte tutte insieme e senza una razionalità etio-patogenetica

1. Ho bruciori dietro al petto e certe volte non riesco ad inghiottire bene. Posso avere l’Esofago di Barrett?

L’esofago di Barrett è la trasformazione (metaplasia) della mucosa dell’esofago, nel tratto immediatamente al di sopra dello stomaco, che, sotto la azione del reflusso acido o biliare, diventa simile al rivestimento dello stomaco o dell’intestino.

2. Ma questi sintomi possono far sviluppare Esofago di Barrett?

In genere l’esofago di Barrett si sviluppa in pazienti che abbiano una malattia da reflusso gastroesofageo, soprattutto se grave. Circa 1 su 10 pazienti con MRGE (Malattia da Reflusso GastroEsofageo) può avere questo problema.

3. Come faccio a sapere se ho l’Esofago di Barrett?

L’esofago di Barrett non si associa a sintomi caratteristici. Il paziente con esofago di Barrett è un paziente che ha sintomi da reflusso gastroesofageo da molti anni. L’unico modo per diagnosticarlo è praticare un’endoscopia (Gastroscopia) che potrà mostrare una mucosa di aspetto diverso (in genere è più scura e simile a quella dello stomaco) nel tratto finale dell’esofago. La conferma della diagnosi si ottiene prendendo alcuni pezzettini di mucosa dell’esofago (biopsie) e facendoli analizzare (esame istologico).

4. E se avessi l’esofago di Barrett mi dovrei proccupare?

La diagnosi di esofago di Barrett è importante poiché si è visto che la sua presenza si associa ad un aumentato, seppur ancora piccolo, rischio di sviluppare il tumore dell’esofago. Per tale motivo in pazienti con segni clinici di reflusso gastroesofageo una gastroscopia dovrebbe essere praticata almeno ogni 2-3 anni per valutare la severità dell’infiammazione e dunque il rischio che sia presente o si sviluppi un esofago di Barrett.

5. Cosa devo fare se ho l’esofago di Barrett?

Deve essere seguito più accuratamente del solito e sottoporsi periodicamente ad endoscopia con biopsie al fine di riconoscere precocemente la trasformazione dell’esofago di Barrett in tumore (presenza di displasia). In tale evenienza (displasia), saranno opportuni controlli ancora più ravvicinati, una più accorta valutazione e classificazione delle lesioni a rischio, così da poter programmare eventuali trattamenti endoscopici o chirurgici.

6. Mi posso curare se ho l’esofago di Barrett?

Recenti sperimentazioni per curare la mucosa di Barrett con alcune nuove tecniche endoscopiche (laserterapia ad esempio), al fine di prevenirne la trasformazione in cancro, hanno dimostrato una scarsa efficacia. Le uniche tecniche valide possono essere considerate la mucosectomia, la metodica Stretta e la dissezione sottomucosa. La mucosectomia è una procedura complessa e non scevra da rischi e complicanze. La metodica Stretta consiste nel bruciare con la radiofrequenza la mucosa malata. Poiché il reflusso acido o alcalino in esofago è la causa della formazione dell’esofago di Barrett, il trattamento ottimale del reflusso, farmacologico o chirurgico, è il modo migliore per ridurre il rischio di trasformazione dell’esofago di Barrett in tumore esofageo.


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